{"id":15,"date":"2021-05-11T10:24:41","date_gmt":"2021-05-11T08:24:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/?page_id=15"},"modified":"2021-05-11T15:34:35","modified_gmt":"2021-05-11T13:34:35","slug":"la-vita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/es\/la-vita\/","title":{"rendered":"(Italiano) La vita"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-es\">Disculpa, pero esta entrada est\u00e1 disponible s\u00f3lo en <a href=\"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/15\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/15\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-en\" title=\"English\">Ingl\u00e9s Estadounidense<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/de\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/15\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-de\" title=\"Deutsch\">Alem\u00e1n<\/a> y <a href=\"https:\/\/www.beatamargheritadellametola.it\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/15\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-fr\" title=\"Fran\u00e7ais\">Franc\u00e9s<\/a>. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in this site default language. You may click one of the links to switch the site language to another available language.<\/p><p><strong>IL DONO DELLA VITA<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Beata Margherita della Metola<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>di Mons. Sergio Campana e Ubaldo Valentini<\/em><\/p>\n<p><strong>Prefazione<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo libretto ha lo scopo di far conoscere la Beata, imitarla,\u00a0 scoprendo i suoi messaggi sempre attuali. E\u2019 conosciuta nella sua terra, poco in Italia, di pi\u00f9 in Europa e molto nell\u2019America del Nord. Deve essere invocata nelle necessit\u00e0 e ottenendo un miracolo, vederla proclamata santa e patrona dei\u00a0 non vedenti, degli emarginati e dei portatori di handicap.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, essere intelligente e libero, vive per gli ideali in forma cosciente e incosciente. Poich\u00e9 l\u2019ideale <em>siate perfetti come \u00e8 perfetto il Padre<\/em> \u00e8 sempre irraggiungibile, l\u2019attesa e la speranza ci accompagnano e ci sostengono nella vita. \u201cIl Sabato del Villaggio\u201d (Leopardi) ne \u00e8 una prova. L\u2019uomo \u00e8 fatto per le cose belle e grandi perch\u00e9 per sua natura \u00e8 per il bene, ma, per umana fragilit\u00e0 o per errati scopi di vita, non \u00e8 soddisfatto e quindi infelice e diventa triste e pessimista.<\/p>\n<ol>\n<li>Agostino dice: <em>il mio cuore \u00e8 inquieto finch\u00e9 non ritorna in te, o Signore<\/em>. Molte volte sbagliamo nella scala dei valori e per questo la vita ci appare un fallimento. Il Vangelo dice: <em>dove \u00e8 il tuo tesoro ivi \u00e8 il tuo cuore<\/em>. La pianta cade dove pende. Cercate quei tesori che i ladri non rubano, quei tesori che valgono in questa terra e perdurano per l\u2019eternit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>I santi sono quelli che in questo mondo hanno vissuto la nostra stessa vita, con le difficolt\u00e0 e i dolori forse pi\u00f9 grandi dei nostri, con responsabilit\u00e0, con lo sguardo rivolto al Crocifisso e al servizio dei fratelli.<\/p>\n<p>La nostra vita \u00e8 al servizio degli altri per amore di Dio che ricompensa ogni bene fatto. <em>Avevo fame, sete, ero senza tetto, ammalato, povero e tu\u00a0 mi hai aiutato. Quando o mio Signore ti ho visto assetato, affamato, senza tetto, ammalato? Ogni cosa fatta al fratello l\u2019hai fatta a me. Entra nel gaudio del tuo Signore<\/em>. Quante gioie in quel momento! I Santi hanno creduto e vissuto in queste realt\u00e0. Del resto Ges\u00f9 ha detto: <em>sono venuto per servire e non per essere servito. Fate come ho fatto io<\/em>. Queste realt\u00e0 sono eterne e Ges\u00f9 dice: <em>i cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno, nemmeno una virgola sar\u00e0 tolta.<\/em> Ecco perch\u00e9 i santi, pur vivendo in tempi lontani, i messaggi e gli ideali delle loro vite sono sempre attuali, come il Vangelo, perch\u00e9 sono valori veri ed eterni.<\/p>\n<p>Beata Margherita della Metola (1187-1220), nata e vissuta in pieno medioevo, in un contesto storico ben diverso dal nostro parla anche agli uomini del XXI secolo. Margherita nasce da una famiglia cristiana che ama, rispetta e vuole la vita. Ogni vita \u00e8 grande, comunque essa sia, ed \u00e8 fatta per l\u2019eternit\u00e0. Nessuno pu\u00f2 distruggerla. Potrai uccidere il corpo ma la morte trasforma questa vita terrena in vita celeste ed eterna. Quando questo corpo sar\u00e0 distrutto, ci \u00e8 preparata un\u2019abitazione eterna non costruita da mano d\u2019uomo.<\/p>\n<p>Oggi si ha paura della vita per un senso di egoismo, di benessere e di un falso pietismo. Si annulla la vita, si uccide con l\u2019aborto come conquista sociale e come liberalizzazione della donna che diventa assassina del proprio figlio.<\/p>\n<p>Una bimba infelice, cieca, gobba, storpia, ma con un viso grazioso, \u00e8 sempre una creatura di Dio, con diritti umani e divini. E\u2019 un tesoro per tutta l\u2019umanit\u00e0. I genitori di Margherita, Parisio ed Emilia, sono stati descritti come disumani nell\u2019abbandono-affido della loro creatura a Citt\u00e0 di Castello ma hanno rispettato la sua vita. Se avessero agito con la mentalit\u00e0 odierna non avremmo avuto Beata Margherita della Metola. La Metola \u00e8 conosciuta in tutto il mondo non per il suo castello e torre fortilizio ma per Beata Margherita.<\/p>\n<p>I genitori hanno pensato, nella fede, a battezzarla nella Pieve di San Pietro di Massa Trabaria, oggi\u00a0 Mercatello sul Metauro, nello stesso fonte battesimale dove il 27 dicembre 1660 verr\u00e0 battezzata anche S. Veronica Giuliani. Due fiori di santit\u00e0 sbocciati in questa terra di Mercatello e trasferiti poi a Citt\u00e0 di Castello, dove perfezionarono ed esercitarono la loro santit\u00e0 e dove sono venerati i loro corpi. Due citt\u00e0 collegate per vicende storiche, religiose\u00a0 e commerciali.<\/p>\n<p>Un pio e colto sacerdote si prese cura di lei: la introdusse, ancora piccola, nei misteri divini e la istru\u00ec nelle lettere classiche; gett\u00f2 in lei quei semi di istruzione religiosa e di santit\u00e0 che Margherita, con l\u2019ispirazione dello Spirito Santo, svilupp\u00f2 nella sua vita, e l\u2019aiut\u00f2 a comprendere la vera dimensione della sua sofferenza (handicap) e quella degli altri per santificarsi.<\/p>\n<p>Altro \u00e8 parlare di dolore, altro \u00e8 viverlo. Solo cos\u00ec si capisce chi soffre e si \u00e8 portati ad aiutare gli altri. L\u2019handicappato porta un messaggio di vita e con discrezione ci sussurra <em>Ci sono anch\u2019io in questo mondo con i miei diritti e dover;, non nascondetemi, non relegatemi in casa dove non posso pi\u00f9 vivere; portatemi a vedere il sole, le bellezze della natura; fatemi incontrare gli uomini con cui poter parlare. Non vergognatevi di me, non \u00e8 colpa mia , accettatemi come sono affinch\u00e9 anch\u2019io possa donare, insegnare e portare un contributo alla societ\u00e0 col dolore, con la pazienza, con la saggezza, con la vita.<\/em> Il dolore ha un valore infinito nel dogma della comunione dei santi. Cristo ha salvato il mondo con il dolore e la Croce. Anche noi, uniti al Cristo, cooperiamo alla salvezza e\u00a0 diventiamo uomini maturi nella prova.<\/p>\n<p>Margherita per l\u2019educazione cristiana ricevuta, oggi cos\u00ec dimenticata e non curata, nel trovarsi sola a Citt\u00e0 di Castello, indifesa e lasciata senza genitori in una citt\u00e0\u00a0 a lei sconosciuta, poteva sentirsi ultima dei desiderati mentre la fede in Dio Padre l\u2019ha sostenuta. In Lui confida e si affida.<\/p>\n<p>Noi confidiamo negli uomini, ma quanti tradimenti e delusioni! La Scrittura dice: <em>Beato l\u2019uomo che confida nel Signore; maledetto l\u2019uomo che confida nell\u2019uomo.<\/em> Ma ogni regola ha la sua eccezione. L\u2019umilt\u00e0 di Margherita e la sua dolcezza conquistano i pi\u00f9 poveri e nasce una solidariet\u00e0 dei poveri per aiutarsi, cosa che invece non avviene tra i ricchi. La povert\u00e0 e il dolore comune uniscono i popoli; il benessere e la ricchezza dividono anche i fratelli. Ges\u00f9 dice: <em>Beati i poveri, di essi \u00e8 il regno dei cieli.<\/em> Se hai bisogno va dal povero poich\u00e9 ti capisce e ti aiuta, non andare dal ricco perch\u00e9 non ti capisce. Una pancia piena non sa cosa sia la fame e chi non \u00e8 stato ammalato non capisce il malato.<\/p>\n<p>Margherita ha provato tutto ed ha capito tutto e tutti e per questo si \u00e8 dedicata ai dolori degli altri, dimenticando i propri, con una visione cristiana e soprannaturale. Non \u00e8 stata oggetto, ma soggetto di apostolato. Guarisce il malato e salva il sano.<\/p>\n<p>In convento lei, ancora bambina, si \u00e8 dedicata alla preghiera e alla contemplazione dei misteri divini in una maniera cos\u00ec esemplare da \u201cscandalizzare\u201d le stesse consorelle. Oggi siamo presi dal dinamismo della vita, dal chiasso, dalla frenesia, dalla fretta e diciamo di non aver tempo per pregare, che \u00e8, in realt\u00e0, semplice parlare e ascoltare il Signore. Ma per ascoltarlo occorre il silenzio. Viviamo nel chiasso, creiamo il chiasso, detestandolo, e non sentiamo pi\u00f9 la voce di chi non ha voce, la voce di Dio e quella degli uomini. Manca il silenzio, l\u2019ascolto, il colloquio con gli uomini e con Dio.<\/p>\n<p>Margherita sentiva la voce di Dio e comprendeva anche i bisogni degli uomini. Dotata di una grande intelligenza e di una forte memoria faceva tesoro di ogni istruzione e conosceva a mente tutti i salmi che recitava con profonda fede e comprensione. Sentiva la gioia della preghiera che si vedeva dal sorriso del volto e in estasi parlava col Signore.<\/p>\n<p>Cieca, quindi non distratta, aveva un\u2019unione intima con Dio, assorta nella contemplazione, nell\u2019ascolto dell\u2019ispirazione dello Spirito Santo con i suoi sette doni tanto da consigliare anche i dotti, i sapienti e teologi di Citt\u00e0 di Castello che si rivolgevano a lei. Possedeva una scienza divina che non veniva dagli studi, ma da Dio che l\u2019ispirava per parlare ai cuori e convertirli. Era la donna della preghiera, non di formule ma di colloquio vero con Dio. Che esempio a noi che non preghiamo o preghiamo male e talvolta solo con le labbra, mentre il cuore e la mente sono lontani da Dio!<\/p>\n<p>Cieca, con difficolt\u00e0 di movimento, sola, donna e indifesa, conosceva le vie di Citt\u00e0 di Castello, le case dei malati che andava a trovare di giorno e di notte; da sola si recava alle carceri dove scontavano la pena i detenuti e dove i condannati a morte attendevano l\u2019esecuzione per portare loro conforto. La sua presenza e la sua parola erano di aiuto, perch\u00e9 parlava loro dell\u2019amore e della misericordia di Dio Padre, che scrive diritto anche nelle vie storte degli uomini. Si avvertiva che quelle parole non erano prediche, ma parole divine dettate da un cuore che soffre e che ama.<\/p>\n<p>Sono forti i dolori fisici, ma quelli morali della tristezza del cuore, della solitudine, delle famiglie divise, dei figli traviati, dell\u2019amore tradito, dei problemi familiari nascosti per vergogna o riservatezza sono\u00a0 ancora maggiori.<\/p>\n<p>Margherita sensibile, segreta, intuiva o veniva a sapere o veniva chiamata, accorreva per lenire, minimizzare i dolori con il conforto della sua parola. Essa portava la pace e Ges\u00f9 dice: <em>Beati i portatori di pace, che saranno chiamati figli di Dio.<\/em><\/p>\n<p>Non ha conosciuto e sentito il calore della sua famiglia, ma la Sacra Famiglia venne trovata incisa nei globi del cuore e nella provvidenziale accoglienza di Venturino e donna Grigia che l\u2019accolsero nella loro famiglia come una figlia. Fu un vero e proprio gesto di affido e non un egoistico atto di adozione. Rispettarono la sua provenienza, i suoi genitori, i suoi sentimenti e le porsero l\u2019amore e l\u2019attenzione di cui aveva bisogno, essendo ancora giovanetta. Donna Grigia la introdusse nella vita borghese della citt\u00e0, oltre che nel movimento delle terziarie domenicane<em>: Le Mantellate<\/em>.<\/p>\n<p>A 33 anni, Margherita della Metola chiude la sua esistenza terrena. Tutto il popolo tifernate partecipa all\u2019agonia e alla morte della sua figlia prediletta. Oggi, con sempre maggior frequenza, la morte \u00e8 relegata in una corsia di ospedale, in un ospizio, in una strada e il cadavere viene posto in un freddo obitorio. La societ\u00e0 nasconde la morte e non la vuole vedere. Non cos\u00ec avvenne per Margherita poich\u00e9 tutto il popolo si strinse attorno al suo corpo senza vita e subito la invoc\u00f2 come santa. La sua tomba \u00e8 venerata, allora come oggi, nella chiesa di San Domenico in Citt\u00e0 di Castello, dove i pellegrini corrono a pregarla.<\/p>\n<p>La vedi vestita dell\u2019abito delle terziarie domenicane, ma non \u00e8 una monaca claustrale e una suora: \u00e8 una donna laica vissuta nel mondo a contatto diretto e quotidiano con l\u2019umanit\u00e0 intrisa di dolori, di infermit\u00e0, di ingiustizie e di peccato. Ogni fedele battezzato appartiene, proprio per il battesimo, alla Chiesa, corpo mistico di Cristo, e per questo \u00e8 chiamato alla santit\u00e0 con la preghiera, l\u2019unione con Dio e con le opere affinch\u00e9 il regno di Dio cresca. Ogni persona, quindi, per sua natura, o \u00e8 un apostolo, un Cristoforo (portatore di Cristo) o \u00e8 un apostata.<\/p>\n<p>Margherita fece prodigi in vita e miracoli dopo la morte. La Congregazione dei Santi a seguito di un rigoroso processo di canonizzazione, presieduto dal card. Bellarmino, la proclam\u00f2 Beata. I domenicani, avendone avuto il culto liturgico, non si preoccuparono di farla proclamare Santa nonostante esistesse un miracolo valido per la scienza dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>In data 8 ottobre 1988, i vescovi delle Marche e dell\u2019Umbria ottennero dalla Congregazione dei Santi la proclamazione di Beata Margherita della Metola patrona dei ciechi e dei portatori di handicap nelle diocesi di Urbania-Urbino-Sant\u2019Angelo in Vado e Citt\u00e0 di Castello.<\/p>\n<p>Questa vita scritta per il popolo serve a far conoscere la prodigiosa vita della Beata per amarla, per imitarla nel suo messaggio esistenziale ed evangelico, per pregarla, per chiederle un miracolo, per vederla proclamata Santa e protettrice universale dei non vedenti, degli emarginati e dei portatori di handicap.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Disculpa, pero esta entrada est\u00e1 disponible s\u00f3lo en Italiano, Ingl\u00e9s Estadounidense, Alem\u00e1n y Franc\u00e9s. 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